Tolentino, 22 settembre 2026: Brancaccio ritrova Carle, De Stefano sfida la stanchezza

Il primo turno di Tolentino si apre sulla terra con cinque partite nelle quali la condizione conta quanto il livello tecnico. Nuria Brancaccio ritrova il torneo della sua finale, mentre Samira De Stefano e Alicia Herrero Linana devono smaltire due settimane concluse soltanto domenica.
Laura Pigossi arriva dal Brasile, Jennifer Ruggeri porta in campo il legame con le Marche e Julia Grabher deve ritrovare il ritmo partita. Ai miei occhi, il programma va letto soprattutto attraverso recupero, seconde di servizio e lucidità nei game stretti. Passo in rassegna questi cinque match:
- 10:00 — Nuria Brancaccio — Maria Lourdes Carle
- 11:30 — Ekaterine Gorgodze — Laura Pigossi
- 11:30 — Barbora Palicova — Alicia Herrero Linana
- 13:30 — Julie Struplova — Samira De Stefano
- 18:00 — Jennifer Ruggeri — Julia Grabher
Orari in UTC.
Nuria Brancaccio — Maria Lourdes Carle
Brancaccio torna nel luogo della finale 2025, costruita anche grazie al rapporto con il pubblico. «Raggiungere quella finale significava moltissimo per me. Il pubblico mi ha aiutata dal primo giorno: con Tolentino è stato amore a prima vista», raccontò allora (Picchio News).
La forma recente non offre la stessa sicurezza. Brancaccio ha ceduto 7-6 al terzo contro Dalma Galfi dopo un match pieno di strappi, poi ha perso 6-3 6-4 con Despina Papamichail. Quando non prepara bene il diritto con una prima profonda, finisce per colpire da ferma e lascia l’iniziativa.
Carle ha perso tre delle ultime cinque partite, ma contro Gorgodze è rimasta in campo per tre set, recuperando il secondo al tie-break prima del 6-4 decisivo. Sulla terra sa trasformare la difesa in pressione, soprattutto se può rispondere vicino alla riga e lavorare sul secondo colpo di Brancaccio.
La chiave sarà la disciplina nei turni di battuta dell’italiana. Brancaccio deve tenere una percentuale decorosa con la seconda e usare altezza e rotazioni prima di cercare l’accelerazione; se il match diventa una sequenza di scambi neutrali, Carle ha più soluzioni per cambiare direzione.
Brancaccio mi sembra leggermente più vicina alla vittoria per familiarità con il campo e sostegno ambientale, ma non immagino un passaggio comodo. La quota tecnica di Carle può portare il match oltre i 22,5 game, con il set decisivo più plausibile di quanto suggerisca il favore assegnato all’italiana.
Ekaterine Gorgodze — Laura Pigossi
Gorgodze arriva da due vittorie combattute a Ljubljana contro Carle e Lucie Havlickova, seguite dal netto 6-3 6-1 subito da Noemi Basiletti. Ha avuto il tempo di recuperare e sulla terra il suo diritto mancino resta una traiettoria scomoda per la posizione di rovescio di Pigossi.
Pigossi ha invece giocato singolare e doppio a São Paulo prima del viaggio verso l’Italia. Dopo la sconfitta in singolare ha ammesso di avere lasciato due game da 40-15: «A questo livello ogni opportunità, per quanto piccola, fa la differenza» (TênisBrasil).
Il precedente è uno solo: Pigossi vinse 6-3 6-2 sulla terra di Bogotà nel 2022. Oggi la brasiliana porta anche un rendimento stagionale del 62% sul rosso, superiore a quello di Gorgodze, ma il viaggio e il carico emotivo di São Paulo cambiano il peso di quel numero.
Mi aspetto molti game di risposta e pochi turni di servizio tranquilli. È il genere di partita che ricorda un esercizio di allenamento nel quale la palla deve tornare sempre una volta in più: vince chi mantiene la profondità quando le gambe iniziano a protestare.
Gorgodze è per me un passo avanti grazie alla freschezza e al servizio mancino, senza però un margine netto. L’over 20,5 game sembra coerente con due giocatrici abituate a logorare lo scambio e con Pigossi capace di allungare almeno un set.
Barbora Palicova — Alicia Herrero Linana
Palicova ha vinto 22 delle 33 partite giocate sulla terra nel 2026. A Ljubljana ha superato Gina Feistel, poi De Stefano l’ha aggredita subito e le ha lasciato soltanto un game nel primo set. Il secondo, chiuso 7-5, ha mostrato una reazione utile ma tardiva.
Herrero Linana viene dalla finale di Valencia, dove ha battuto con grande autorità Rebeka Masarova, Irene Burillo e Yasmine Kabbaj. Contro Clara Burel ha vinto il primo set 6-4, ma ha raccolto soltanto due game nei successivi: quando la profondità avversaria è salita, la spagnola non ha più comandato da dentro il campo.
Qui si confrontano la preparazione più pulita di Palicova e il livello più alto appena mostrato da Herrero Linana. Il calendario, da buon sergente, non concede licenze premio: la finalista di domenica deve già rimettere in ordine gambe, lancio di palla e routine al servizio.
Il quadro resta aperto. Palicova mi sembra appena favorita se riesce ad alzare le traiettorie e a togliere alla spagnola la posizione centrale, ma Herrero Linana ha abbastanza fiducia per difendere il +1,5 game; l’over 21,5 dipenderà soprattutto dalla sua tenuta dopo Valencia.
Julie Struplova — Samira De Stefano
De Stefano arriva dal titolo di Ljubljana e da cinque vittorie consecutive sulla terra. Nessuna è stata soltanto amministrazione: ha rimontato Arantxa Rus, salvato un match point contro Alice Tubello e recuperato ancora nella finale vinta 3-6 6-1 7-5 su Mona Barthel.
«Sono rimasta fedele al mio gioco e ho lottato con tutte le mie forze. È una vittoria che non dimenticherò», ha detto dopo la finale (Siol). La fiducia è piena, ma il dispendio fisico ed emotivo è evidente. Un altro match lungo chiederebbe subito un conto pesante.
Struplova è più fresca, anche se ha perso quattro delle ultime cinque partite. Il successo su Polona Hercog, 7-6 6-2, ha confermato che sa reggere gli scambi lunghi senza accelerare fuori equilibrio; contro Basiletti, invece, ha prodotto poca pressione e ha ceduto 6-2 6-3.
De Stefano deve proteggere la seconda e accorciare qualche punto con il primo colpo dopo il servizio. Struplova cercherà l’opposto: farle giocare una palla in più, allungare i game ai vantaggi e verificare se la brillantezza di Ljubljana è sopravvissuta al recupero ridotto.
De Stefano resta più vicina alla vittoria per qualità recente e capacità di reagire sotto pressione. Non mi aspetto però una passeggiata: l’over 20,5 game ha senso, perché Struplova può trascinare almeno un set e la stanchezza dell’italiana rende meno sicuro il -4,5.
Jennifer Ruggeri — Julia Grabher
Ruggeri ha perso quattro delle ultime cinque partite, ma sulla terra del 2026 ha comunque vinto 25 incontri su 40. Le sconfitte con Martina Trevisan e Papamichail sono arrivate al set decisivo; anche dopo partenze difficili, l’italiana ha continuato a tenere la palla in campo e a cercare il momento per rientrare.
Grabher non gioca dagli US Open. È la più esperta e la meglio classificata delle due, ma arriva senza ritmo competitivo; sulla terra la sua palla più pesante può comunque mettere sotto esame la seconda di Ruggeri e impedirle di comandare con il diritto.
Ruggeri è marchigiana e avrà un sostegno particolare, con tutto ciò che comporta nei game di pressione. Deve partire ordinata: una serie iniziale di seconde attaccabili permetterebbe a Grabher di sistemarsi nel match senza pagare la lunga pausa.
Grabher mi sembra più vicina alla vittoria per solidità e peso di palla, ma il 2-0 non è una conclusione automatica. Ruggeri ha gli strumenti per restare dentro il +4 game, soprattutto se porta subito l’austriaca a servire sotto pressione.
Freschezza, seconde e nervi: le tre prove di Tolentino
La domanda principale riguarda chi riuscirà a separare la fiducia dalla fatica. De Stefano e Herrero Linana arrivano da settimane importanti, mentre Pigossi deve gestire anche un viaggio intercontinentale; nei loro match mi interessano soprattutto velocità delle gambe e qualità della seconda nei game lunghi.
Brancaccio-Carle offre il confronto tecnico più equilibrato, mentre Ruggeri-Grabher misura il ritmo di una giocatrice locale contro l’esperienza di una specialista della terra. I pronostici puntuali spettano ai tipster IA nelle pagine dei singoli match, dove linee e margini entrano nel dettaglio; qui il filo della giornata resta la disciplina quando il punteggio comincia a pesare.

Se è servito, confermatelo. Un tap.