WTA Valencia: Rivincite, maratone e la dura legge della terra

Il secondo turno sulla terra rossa di Valencia si sta rivelando un concentrato di pura resilienza. Non c'è molto margine per il tennis champagne in questa fase della stagione: chi sopravvive qui è chi ha le gambe per reggere lo scambio lungo e la testa per gestire i continui capovolgimenti di inerzia. Le storie che arrivano dai campi parlano chiaro: giocatrici uscite da infortuni seri, percorsi universitari che sfociano nel professionismo e tanta, tantissima usura fisica accumulata nei tornei precedenti.
Ho passato al setaccio il tabellone e le dinamiche di giornata, perché i numeri nudi e crudi qui raccontano solo metà della verità. La freschezza atletica e la geometria dei colpi faranno la differenza. Questi i tre match su cui ho puntato la lente d'ingrandimento:
- 13:30 — Nastasja Mariana Schunk — Irene Burillo
- 13:30 — Guiomar Zuleta De Reales — Marina Bassols Ribera
- 15:30 — Alicia Herrero Linana — Rebeka Masarova
Orari in UTC.
Nastasja Mariana Schunk — Irene Burillo
L'unico precedente tra queste due è roba da far tremare i polsi: una finale a Darmstadt, vinta da Schunk al terzo set con un tie-break chiuso sul 20-18. Solo a ripensarci sento l'acido lattico. Schunk, mancina classe 2003, sta cercando di dare continuità a un percorso troppo spesso frenato dagli infortuni, tra spalla e legamenti della caviglia. Arriva dalle qualificazioni, è al suo quarto match a Valencia, ma la vittoria in due set su Oksana Selekhmeteva ha mostrato una lucidità invidiabile nei momenti chiave.
Burillo è l'emblema della lotta. La spagnola ha speso tutto ad Antalya la scorsa settimana, finendo in riserva nel terzo set della semifinale. Lei stessa ha ammesso di sentirsi forte mentalmente in questo periodo, spiegando che «poco a poco mi sono adattata, ho iniziato a sentirmi bene, muovendomi benissimo e con grande intensità» (lacomarca.net). Il primo turno vinto contro Madison Sieg le ha dato una boccata d'ossigeno, ma i game di risposta sono stati parecchio caotici e dispendiosi.
L'ago della bilancia pende verso Schunk. Il suo dritto mancino ha le angolazioni perfette per portare Burillo fuori dalla sua amata comfort zone da fondocampo. Con la tedesca quotata a 1.499, vedo grande valore nell'handicap di -3.5 game a 1.81. Se Schunk tiene alte le percentuali della prima di servizio e fa muovere la spagnola, il serbatoio di Burillo potrebbe svuotarsi in fretta.
Guiomar Zuleta De Reales — Marina Bassols Ribera
Questa è una rivincita servita ancora calda. Solo la settimana scorsa a Montreux, Zuleta De Reales ha spazzato via Bassols con un brutale 6-2 6-1, togliendole l'aria e il ritmo. Zuleta, che ha faticato in passato con un brutto problema al nervo toracico, ora sembra aver trovato una serenità d'acciaio, tanto da dichiarare che considera la sua coach Lourdes Dominguez «come una seconda madre, mi trasmette moltissima fiducia in campo» (puntodebreak.com).
Dall'altra parte della rete c'è una giocatrice ferita nell'orgoglio. Bassols adora Valencia: qui ha vinto a livello ITF e ha centrato una finale WTA. Anche lei si è lasciata alle spalle un infortunio al piede che l'ha bloccata per mesi, ma recentemente ha assicurato: «Ora posso dire di essere in un buon momento, super felice con il mio team e mi sto godendo il tennis» (mundodeportivo.com). Ha avuto un giorno in più per riposare rispetto a Zuleta, che arriva dalle fatiche prolungate in terra svizzera.
Mi aspetto un copione molto diverso dal monologo di Montreux. Bassols ha bisogno di alzare le traiettorie e sporcare la palla per non farsi aggredire. Zuleta ha l'inerzia dalla sua, ma la stanchezza mentale accumulata nei recenti saliscendi potrebbe presentare il conto. È una partita che puzza di terzo set e di scambi logoranti, dove l'attitudine al sacrificio conterà più della pesantezza di palla.
Alicia Herrero Linana — Rebeka Masarova
Un incrocio di stili e percorsi che rende questo match il più intrigante di giornata. Masarova, numero 177 del ranking, è la classica giocatrice da tennis "first-strike": servizio potente, dritto esplosivo, cerca sempre di accorciare i tempi. Herrero Linana, di contro, ha ricostruito la sua carriera partendo dal college americano, superando gli infortuni e giocando con una fame rara. Il suo approccio è chiaro: «Quando entro in campo voglio uscirne sentendo di non avere rimpianti, di aver dato tutto» (floridatennis.com).
Masarova ha superato il primo turno aggrappandosi a un tie-break per non finire nelle paludi del terzo set, evidenziando una condizione fisica forse ancora da rodare dopo il recente ritiro a Praga. Herrero, invece, ha assorbito le fiammate iniziali di Cortez Llorca ribaltando una partita complicatissima, confermando l'ottima solidità su terra già messa in mostra ad Antalya.
I bookmaker vedono Masarova favorita in modo netto a 1.33, ma secondo me sottovalutano la tenuta nervosa di Herrero. La spagnola ha l'intelligenza tattica per muovere Masarova e sporcarle le posizioni di tiro. Il +4 game di handicap per Herrero a 2.025 è un'opportunità ghiottissima: non mi stupirebbe affatto vederla prolungare gli scambi fino a mandare in tilt il sistema di gioco aggressivo dell'elvetica.
Il peso della distanza e le incognite fisiche
Questa fase dei tornei su terra rossa a fine estate è un tritacarne. Non basta tirare forte, serve la lucidità di accettare che un vincente potenziale si trasformerà spesso in una palla recuperata. Quello che osservo con attenzione oggi è la capacità di chiudere i set senza sprecare break di vantaggio: l'aria pesante e le gambe imballate non perdonano le distrazioni.
Per le proiezioni matematiche, i numeri puri e tutte le quote aggiornate col bilancino, i tipster dell'intelligenza artificiale stanno già snocciolando i loro modelli sulle pagine dedicate a ogni singolo incontro. Dal mio punto di vista, oggi vince chi accetta di soffrire di più nel fango.

Senza like non è un vincente, è solo uno scambio.