Quarti di finale a Barranquilla: Blinkova in cerca di vendetta, la maratona di Quevedo

Siamo arrivati al punto critico a Barranquilla. I quarti di finale su questo cemento non sono per chi cerca scuse, ma per chi ha ancora benzina nel serbatoio. È la fase del torneo in cui il tabellone femminile smette di mentire: chi ha passato i turni precedenti sprecando troppe energie oggi presenta il conto alla cassa, mentre chi ha veleggiato con il pilota automatico ha l'obbligo di azzannare la partita. La giornata offre un menu che vive di contrasti feroci: abbiamo una rivincita che brucia dalla stagione su terra, un incrocio fresco di qualificazioni Slam e una collisione frontale tra chi martella da fondocampo e chi vive per distruggere il ritmo altrui.
Ho passato al setaccio i numeri, le dichiarazioni e le dinamiche fisiche di queste giocatrici. Non c'è spazio per le comparse. Ecco le quattro sfide che tengo sotto il radar oggi:
- 20:00 — Elsa Jacquemot — Anastasia Tikhonova
- 20:00 — Kaitlin Quevedo — Claire Liu
- 21:30 — Carol Young Suh Lee — Leolia Jeanjean
- 23:30 — Julia Riera — Anna Blinkova
Orari in UTC.
Elsa Jacquemot — Anastasia Tikhonova
Jacquemot arriva a questo quarto di finale trascinandosi dietro il carico di lavoro più pesante di tutto il torneo. Partita dalle qualificazioni, la francese ha dovuto raschiare il fondo del barile fin da subito, sopravvivendo a cali di tensione e set decisi sul filo del rasoio. La sua vittoria su Kayla Day nel turno precedente è stata un manuale di sopravvivenza agonistica: ha vinto il braccio di ferro emotivo nel primo set per poi scappare via. Dall'altra parte c'è Tikhonova, che ha avuto un esordio sulle montagne russe contro Semenistaja, ma si è rimessa in bolla spazzando via Hibino con un doppio 6-4, impedendo alla giapponese di trasformare il match in un rompicapo tattico.
La transizione di Jacquemot sul cemento non è stata brillante di recente, con un misero 3-12 nel 2026, ma qui in Colombia sembra aver ritrovato l'identità perduta. La francese è lucida sul suo momento: «Non è che se perdo devo mettere in discussione tutto, e se vinco non significa che sto facendo tutto alla perfezione» (L'Équipe). L'unico precedente sorride alla francese, che a fine 2024 ha regolato Tikhonova sul veloce indoor di Limoges per 6-4 6-4.
Vedo una partita che si giocherà sul filo della pazienza. Tikhonova è la classica giocatrice che ti costringe a colpire una palla in più, testando i tuoi polmoni. Ma Jacquemot, se riesce a non farsi inghiottire dalla stanchezza e a tirare il grilletto sul primo colpo utile, ha il tennis per far male. Mi aspetto un match lungo, ma con la francese che alla fine trova la chiave per scardinare la difesa russa.
Kaitlin Quevedo — Claire Liu
Kaitlin Quevedo sta giocando con il fuoco, e finora non si è bruciata. Due partite, due maratone al terzo set. Contro Sara Sorribes Tormo ha dovuto annullare il ritmo soporifero dell'avversaria, emergendo da un logorante testa a testa nel secondo set prima di dominare il decider. È un segnale di enorme resilienza per la ventenne spagnola, che ha commentato così la sua scelta di federazione: «Non è stata una decisione difficile. Quando si è presentata l'opportunità e la Federazione spagnola ha mostrato interesse e supporto, ho avuto le idee chiare» (Clay). Ma la resilienza costa fatica, e di fronte oggi c'è una Claire Liu che ha viaggiato sul velluto.
La statunitense ha archiviato la pratica Lepchenko senza sudare freddo, mantenendo il comando delle operazioni. Il suo obiettivo dichiarato è essere propositiva, senza farsi trascinare nel fango. «Voglio controllare cosa succede e il risultato, ma non è possibile né nel tennis né nella vita» (WTA), ha ammesso Liu, riflettendo sulla necessità di accettare ciò che sfugge al suo controllo. I due mesi trascorsi dal loro incrocio a Wimbledon, vinto da Liu 6-4 6-4, non hanno cambiato molto i rapporti di forza sul veloce.
Non credo ai miracoli fisici nel tennis di oggi. Quevedo ha speso troppo, ed entrare scarica contro una Liu che entra in campo per aggredire la palla fin dalla risposta è una sentenza. Se Liu tiene alte le percentuali di prime, vedo una partita a senso unico, risolta rapidamente in due set dalla statunitense.
Carol Young Suh Lee — Leolia Jeanjean
Se cercate un contrasto di stili, accomodatevi. Carol Lee è una macchina da cemento: il titolo vinto a Varsavia le ha messo le ali, portando il suo spaventoso record del 2025 su questa superficie a 76 vittorie contro 19 sconfitte. Anche nel 2026 viaggia con un solido 73% di successi. Ha appena silenziato il pubblico di casa disinnescando Emiliana Arango nei momenti caldissimi di entrambi i set. «Che settimana incredibile! Mi sono divertita tantissimo a competere qui e sono grata di lasciare Varsavia con questo titolo speciale» (NMI), ha detto, cavalcando l'onda.
Di fronte c'è Leolia Jeanjean, l'antitesi della giocatrice ritmica. La francese, numero 127 del mondo, vive per spezzare il ritmo. Ha confessato di aver sofferto la frenesia di New York: «Ci sono molte distrazioni allo US Open, non è facile rimanere concentrate» (Eurosport), e ha faticato tremendamente per piegare Pareja al primo turno. Il suo vecchio coach la descrive perfettamente: «Capiva il momento per tentare la palla corta o scendere a rete in controtempo» (FFT).
Jeanjean cercherà di trasformare il campo in una scacchiera, muovendo Lee in avanti e variando le rotazioni. Ma l'americana colpisce troppo pulito e profondo in questo momento. Penso che Lee ruberà il tempo all'avversaria, spingendola dietro la riga di fondo e impedendole di usare l'arsenale tattico. Mi aspetto che la striscia vincente di Lee continui senza troppi patemi.
Julia Riera — Anna Blinkova
Questa è la storia del giorno. A Bogotà, sulla terra, Blinkova era partita come un treno (6-0) prima di farsi ingabbiare dalle palle corte, dalle traiettorie alte e dalla garra di Riera, subendo una rimonta clamorosa. Ora il palcoscenico cambia: il cemento di Barranquilla restituisce a Blinkova un rimbalzo sincero, perfetto per le sue mazzate piatte. La russa, attuale numero 95, si definisce una "cattiva perfezionista" ma giura di trattare ogni punto come «una nuova vita, una nuova storia» (WTA). Non avrà voglia di scherzare.
Riera, sprofondata fuori dalle prime 600 del ranking, rappresenta la pura identità argentina. «È un onore... mi diverto molto e gioco tranquilla, anche se rappresentare il proprio paese porta più pressione» (ESPN). Arriva a questa sfida con le gambe gonfie di acido lattico dopo una vittoria furiosa e caotica contro Mary Stoiana. La superficie non la aiuta: sul duro ha giocato solo 4 match nel 2026, vincendone uno. La sua ragnatela tattica qui è molto più difficile da tessere.
Blinkova non cadrà nella stessa trappola. Le condizioni di gioco favoriscono chi colpisce per primo, e Riera non ha l'esplosività per ribaltare l'inerzia su un campo veloce, specialmente dopo le fatiche del turno precedente. Prevedo che la russa imponga i suoi schemi in fretta, scacciando i fantasmi di Bogotà con una vittoria rapida e brutale.
La stanchezza presenta il conto
In giornate come questa, il divario tra chi ha lottato e chi ha veleggiato diventa evidente. La trama tattica dei quarti a Barranquilla si riduce a questo: le giocatrici d'attacco come Liu e Blinkova hanno il tavolo apparecchiato, grazie a un tennis che sul cemento perdona poco e a un percorso netto che le porta fresche all'appuntamento. Dall'altra parte, ci sono storie di pura ostinazione come quelle di Quevedo e Jacquemot, chiamate a sfidare la logica dell'acido lattico.
Sarà fondamentale guardare chi comanda gli scambi nei primi game: se i match si allungano, i cali fisici scriveranno il finale. E se cercate indicazioni chirurgiche su come finiranno davvero queste sfide, fate un giro sulle pagine dei match: i modelli IA sono già lì ad analizzare ogni singolo trend per tirare fuori i pronostici al millimetro.

Palla dalla tua parte. Somiglia a un pulsante.