Il punto non è immaginare Tagger in difficoltà: a Osaka ha servito bene e attaccato con convinzione. Ma il suo tennis fa più strada con la prima palla che in risposta, e nelle ultime uscite ha creato occasioni senza sempre chiuderle: a Wuhan non ha convertito i vantaggi nel set d’apertura; contro Ann Li ha mancato una palla break nel finale prima di cedere nettamente il tie-break.
Venus non arriva del tutto fredda: a Guangzhou ha già giocato il doppio e, contro Kenin nell’ultimo singolare, è cresciuta strada facendo, fino a forzare il tie-break del secondo set e a procurarsi occasioni per allungare. La sua prima, quando entra, può bastare a tenere il servizio: per questo l’over 17,5 a 1,74 mi pare una linea interessante, senza chiedere alla partita chissà quale maratona.
Basta infatti un 6-3 6-3, o un 6-4 6-2, per superarla. Tagger arriva però da una settimana impegnativa a Osaka: dopo un lungo quarto di finale ha giocato anche il doppio nello stesso giorno. Non è una diagnosi di stanchezza, solo un motivo in più per non pretendere da lei una chiusura impeccabile.
Il rischio è che la mobilità di Venus non regga e che Tagger scappi con set da 6-1 o 6-2, come è già accaduto in alcune sconfitte estive dell’americana. La fiducia resta contenuta: il tennis, anche quando ci offre una linea comoda, non firma ricevute.









