ATP 500. ViennaATP 500. ViennaI.hard
30.10tra 12 h 20 min
Adrian Mannarino Adrian Mannarino
Daniil Medvedev Daniil Medvedev
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Mannarino-Medvedev a Vienna: il veterano infinito sfida l'uomo che prende a schiaffi il campo

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Signori, allacciate le cinture per il quarto di finale dell'Erste Bank Open di Vienna. Sul cemento al coperto austriaco si sfidano Adrian Mannarino, numero 73 del mondo passato dalle qualificazioni, e Daniil Medvedev, numero 5 ATP e terza testa di serie. Da una parte c'è un veterano che non muore mai, dall'altra un top player reduce da un thriller e impegnato in una rissa personale con la superficie di gioco.

Mannarino a 38 anni: il diesel che logora gli avversari e incasina il calendario

A 38 anni suonati, Adrian Mannarino sta chiudendo la stagione col botto. Non è un fuoco di paglia viennese: nelle ultime settimane ha messo in riga avversari come Flavio Cobolli a Shanghai e Andrey Rublev ad Almaty. L'unico inciampo è arrivato contro Nikoloz Basilashvili, che però in quella settimana ad Almaty giocava su una nuvola ed è arrivato fino in finale.

A Vienna, Mannarino parte lento come un vecchio diesel in inverno, ma poi ti passa sopra. All'esordio contro Ignacio Buse è stato travolto nel primo set prima di ribaltare tutto di pura resilienza. Contro Jakub Menšík ha perso subito il servizio, ma ha ritrovato pulizia nei colpi, ha piazzato il contro-break e ha chiuso il primo parziale senza tremare.

Nel secondo set contro Menšík, Mannarino ha tenuto il servizio sotto pressione e ha continuato a crearsi palle break in risposta. Va detto che nel finale Menšík è caduto pesantemente battendo la testa e giocando limitato, ma Mannarino aveva già in mano il pallino dello scambio. Il francese non ha infortuni, ha avuto il giovedì libero per riposare dopo le fatiche delle qualificazioni e ha un solo problema buffo: se vince ancora, salta le qualificazioni del Masters di Parigi del weekend.

Medvedev tra trofei, match point salvati e schiaffi al cemento viennese

Daniil Medvedev arriva da un autunno d'oro: titolo a Hangzhou, strada lunga a Shanghai (dove si è inchinato a una gran partita di Rafael Jódar) e il primo titolo difeso in carriera ad Almaty. Proprio ad Almaty, contro Térence Atmane, aveva mostrato una prima di servizio blindata e passanti chirurgici, prima di rimontare un set a Basilashvili in finale sfruttando anche il ritiro di Alexander Bublik in semifinale.

A Vienna, però, l'atterraggio è stato brusco e l'adattamento un rebus. Contro Daniel Mérida ha subito un pesante passivo iniziale prima di prendere le misure. Giovedì contro Cameron Norrie è dovuto letteralmente scappare dal burrone: perso il primo set per un break iniziale senza mai avere una palla per rientrare, Medvedev ha dominato il secondo alzando la pressione nello scambio.

Il set decisivo con Norrie è stato un'altalena folle: Medvedev ha recuperato un break di svantaggio, ne ha subito un altro e ha dovuto salvare match point con Norrie a servire per il match, prima di dominare il tie-break finale. In panchina per i tornei europei c'è il collaboratore Andrey Golubev (assente concordato ad Almaty), e in palio ci sono punti pesanti per le ATP Finals, per quello che Medvedev stesso chiama un ultimo sforzo prima del meritato riposo.

Niente servizio-show: sul cemento super-lento vince chi comanda lo scambio

Dimenticatevi la classica sparatoria da campo al coperto. Medvedev ha definito il campo di Vienna super-lento per essere un indoor, e contro Norrie era così frustrato dal rimbalzo da prendere a pugni e schiaffi il pavimento (fortunatamente senza infortunarsi alla mano). Con queste condizioni, i turni di battuta facili spariscono e comanda chi tiene la palla in campo e logora lo scambio.

Entrambi hanno avuto partenze ad handicap tutta la settimana, quindi il primo set sarà una gara a chi si sveglia prima. Mannarino ha più conoscenza del campo grazie alle qualificazioni ed è più fresco avendo riposato giovedì, mentre Medvedev ha dichiarato di non avere infortuni ma gioca per il terzo giorno di fila dopo una maratona emotiva e fisica.

Senza vecchi precedenti a condizionare la testa dei giocatori, tutto ruota attorno alla gestione dei game di battuta di Mannarino. Se il francese riuscirà a proteggere il servizio come ha fatto con Menšík, potrà sfruttare i passaggi a vuoto di Medvedev; se invece il numero 5 del mondo ritroverà la sicurezza al servizio vista ad Almaty, per il veterano sarà dura arginare la pressione da fondocampo.

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La superficie di Vienna ha sorpreso Medvedev: l’ha definita molto lenta per un campo indoor e finora non ha trovato subito il ritmo. Con Mérida ha chiuso il primo set al tie-break; contro Norrie ha perso il primo, annullato un match point e vinto solo al tie-break decisivo, dopo 2 ore e 31 minuti.

Mannarino ha rimontato dopo uno 0-6 iniziale con Buse e ha trovato più continuità contro Menšík, prima che l’infortunio dell’avversario complicasse il finale. Non serve immaginare che metta Medvedev alle corde: basta che tenga il servizio abbastanza a lungo da evitare due set sbrigativi.

Per questo scelgo over 21,5 a quota 1,973. Mannarino ha riposato giovedì; Medvedev arriva invece da due giornate consecutive e da una dura battaglia con Norrie. Un avvio incerto del russo darebbe al francese spazio per allungare almeno un set.

Il rischio è che Medvedev ritrovi la prima di servizio e la misura mostrata ad Almaty, dove ha messo a segno 22 ace. Se impone subito quel livello, un 6-3 6-3 può lasciare il totale sotto la linea.

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Over 21,5
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