Tirante vs Munar a Stoccolma: potenza a fasi alterne contro una schiena sotto esame
Signori, allacciate le cinture per il primo turno dell'ATP di Stoccolma sul cemento al coperto. In campo vanno il numero 53 ATP Thiago Agustin Tirante e il numero 65 Jaume Munar, in una sfida per chi ama il brivido dell'imprevisto. Curiosità di calendario: i punti di questo torneo valgono già per la Race della prossima stagione, quindi chi cerca biglietti dell'ultimo minuto per le Finals di quest'anno ha sbagliato indirizzo.
Thiago Agustin Tirante: partenze a razzo e finali col freno a mano
L'argentino guidato da coach Miguel Pastura arriva a Stoccolma dopo una settimana parigina da film d'azione. Nelle qualificazioni ha rimontato Zachary Svajda prima di cedere a Mattia Bellucci, ma il ritiro di Flavio Cobolli gli ha regalato un ripescaggio da lucky loser direttamente al secondo turno.
Lì contro Jan-Lennard Struff ha mostrato i muscoli, vincendo il tie-break del primo set e trascinando il match fino al tie-break del set decisivo, cedendo solo all'esperienza del rivale. Un bel passo avanti rispetto alla lezione incassata contro lo stesso Struff a Pechino e nessun problema fisico segnalato per lui.
Il vero tallone d'Achille di Tirante resta la tenuta sulla distanza quando l'inerzia cambia. A Shanghai contro Rafael Jódar è partito strappando subito il servizio e martellando con la battuta, salvo farsi riprendere nel secondo set e cedere il servizio sul più bello nel terzo. Copione identico ad Almaty contro Facundo Díaz Acosta e nelle qualificazioni di Vienna: Tirante accende i motori alla grande, ma a metà gara finisce spesso la benzina.
Jaume Munar: la magia di Tokyo, i nervi e quel mal di schiena
Dall'altra parte della rete, lo spagnolo seguito da Javier Fernández e Miguel Sánchez ha vissuto un ottobre sulle montagne russe. A Tokyo sembrava un fenomeno: ha piegato in rimonta Taylor Fritz con colpi di chirurgo, poi ha dominato Jaime Faria e Kyrian Jacquet grazie a una risposta fenomenale e a una copertura del campo elettrica.
In semifinale ha persino strappato il primo set in rimonta a Carlos Alcaraz, prima che il connazionale alzasse i giri del motore. Lo stesso Alcaraz ha ammesso a fine gara che la chiave per ribaltare tutto è stata iniziare a spingere con molta più aggressività, scardinando il muro difensivo di Munar.
Poi però l'incantesimo si è spezzato tra nervi tesi e acciacchi. A Shanghai contro Jenson Brooksby ha dilapidato un grosso vantaggio nel primo set, finendo per litigare col giudice di sedia e subire le discese a rete dell'avversario. A Bruxelles ha battuto con autorità Federico Cinà ma si è ritirato prima di affrontare Arthur Fils per un problema alla schiena, e dopo l'esclusione dai convocati per le finali di Coppa Davis ha perso una lunga battaglia di qualificazione a Parigi contro Lorenzo Sonego dopo aver vinto il primo parziale.
Le chiavi del match: palline fresche, servizio e tenuta mentale
Sul piano tattico non ci sono precedenti documentati a farci da bussola, ma l'incrocio di stili promette scintille. Tirante dovrà usare la prima di servizio per comandare, scegliendo con cura la palla giusta da attaccare senza andare a sbattere alla cieca contro la difesa avversaria. Per Munar il test è tutto fisico: vedremo se la schiena gli permetterà di scivolare negli angoli e rispondere profondo come faceva a Tokyo.
Occhio poi al fattore X del torneo svedese: nel tabellone principale di singolare si sperimentano cambi di palline più frequenti rispetto alle qualificazioni e al doppio con le Dunlop ATP. Avere palline nuove e gonfie più spesso potrebbe dare una bella mano a chi spinge col servizio o alterare il controllo negli scambi lunghi.
In definitiva, la partita si deciderà nella testa quando i piani iniziali salteranno. Tirante tende a spegnersi dopo ottimi avvii, mentre Munar sa rimontare come con Fritz ma anche andare in cortocircuito come con Brooksby: vince chi tiene il volante dritto alla prima curva pericolosa.

Servito piatto e teso. Rispondi con un like.










