ATP Paris, 7 novembre 2026: Alcaraz sfida Ruud, Shelton contro la favola Van Assche

Il 7 novembre a Parigi porta in scena il penultimo atto del torneo, con le semifinali pronte a infiammare il cemento al coperto. Da una parte c'è l'ultimo superstite francese, Luca Van Assche, chiamato a disinnescare la potenza mancina di Ben Shelton; dall'altra, un Carlos Alcaraz reduce da una rimonta folle se la vede con la sorprendente versione da rapido di Casper Ruud.
In questa fase della stagione il vero avversario è l'acido lattico: tra chi ha chiuso oltre la mezzanotte e chi ha lasciato l'anima sul campo nei quarti, il recupero fisico pesa quanto una prima di servizio. Metto sotto la lente le due sfide che decidono la finale:
- 13:30 — Luca Van Assche — Ben Shelton
- 16:00 — Casper Ruud — Carlos Alcaraz
Orari in UTC.
Luca Van Assche — Ben Shelton
Il ventiduenne francese, numero 47 del mondo, sta vivendo la settimana della vita davanti al proprio pubblico, ma arriva a questo appuntamento con la spia della riserva accesa. Dopo le maratone vinte in tre set contro Lorenzo Musetti (7-5 3-6 6-4) e Rinky Hijikata (6-4 6-7(4) 7-5), Van Assche ha ammesso candidamente in campo: «Sono un po' stanco» (Tennis Majors).
Dall'altra parte della rete c'è Ben Shelton, numero 4 del ranking, che quest'anno ha già messo in bacheca quattro titoli. L'americano non ha passeggiato: ha dovuto piegare Arthur Rinderknech al tie-break del set decisivo (3-6 6-4 7-6(5)) e poi ha domato Tommy Paul per 6-4 4-6 6-3 con il dritto a fare da padrone. Dopo la battaglia con Rinderknech, Shelton ha chiarito il suo approccio nei momenti caldi: «Nel tie-break ho messo in campo le risposte che servivano» (Rolex Paris Masters).
Non ci sono precedenti tra i due, ma i numeri sul cemento al coperto nel 2026 raccontano un paradosso divertente: Van Assche vanta l'82% di vittorie su questa superficie (14-3), mentre Shelton si ferma al 67% (6-3). I quotisti vedono l'americano strafavorito a 1.297 contro il 3.69 del francese, ma dimenticano quanto Van Assche sappia variare la profondità e appoggiarsi al tifo per allungare gli scambi.
Shelton ha chiuso il suo quarto di finale prima e ha il braccio per togliere il tempo a un avversario affaticato, quindi a mio occhio resta il favorito per il passaggio del turno. Tuttavia, la difesa elastica di Van Assche e il boato del palazzetto mi fanno pensare che non sarà un'esecuzione rapida: l'over 22.5 game (a 1.841) mi sembra ampiamente alla portata, prima che la stanchezza del francese presenti il conto.
Casper Ruud — Carlos Alcaraz
Chi pensa ancora a Casper Ruud solo come a un terraiolo non ha seguito il suo torneo parigino. Il norvegese, numero 23 del mondo, ha dominato Jan-Lennard Struff (6-3 6-3) con passanti chirurgici e poi ha regolato Nuno Borges per 7-6(5) 6-4 senza mai perdere la bussola. Nel finale contro Borges ha chiesto l'intervento del fisioterapista per un problema non specificato e ha finito dopo mezzanotte, ma ha subito spento gli allarmi: «Mi sento bene e non ho passato troppe ore in campo» (Rolex Paris Masters).
Carlos Alcaraz, numero 3 della classifica, arriva a questa sfida dopo essere letteralmente scappato dal precipizio contro Taylor Fritz. Lo spagnolo ha annullato match point e ha ribaltato la partita chiudendo 6-7(10) 7-5 6-3, aiutato anche dal fatto di aver risparmiato energie nel turno precedente grazie al ritiro di Berrettini. A fine gara ha riassunto così la sua tenuta: «Ho cercato di non buttarmi giù in quei momenti difficili, per restare forte mentalmente» (Sky Sports).
I precedenti dicono 6-1 per Alcaraz, che ha vinto anche l'ultimo incrocio a marzo 2026 sul cemento di Indian Wells (6-1 7-6(2)) e la semifinale di Tokyo nel 2025 (3-6 6-3 6-4). L'unico squillo di Ruud, però, è arrivato proprio sul veloce al coperto delle Finals di Torino nel 2024, un netto 6-1 7-5 che dimostra come su questi campi il norvegese sappia far male con la prima e il dritto. Le quote danno Alcaraz a un microscopico 1.196 (Ruud a 4.86), un divario che mi pare ingeneroso per la pulizia di colpi mostrata da Casper in settimana.
Alcaraz è ancora immacolato al coperto in questo 2026 con 6 vittorie su 6, e l'adrenalina del salvataggio con Fritz lo rende il logico favorito per la finale. Detto questo, il suo livello ieri è stato altalenante e Ruud sta servendo con troppa autorità per farsi spazzare via: mi aspetto che il norvegese regga bene l'urto e che l'handicap +4.5 game per Ruud (a 1.761) sia una lettura molto solida, sempre che quel trattamento medico di ieri sera non nasconda sorprese.
Gambe pesanti, l'incognita del fisioterapista e il fattore pubblico
La vera chiave di questo sabato parigino sta tutta nella gestione delle scorie accumulate ieri. Voglio capire quanto durerà il serbatoio di Van Assche quando l'adrenalina del tifo lascerà spazio ai muscoli induriti, e soprattutto se l'intervento medico chiesto da Ruud a tarda notte sia stato solo una precauzione o un campanello d'allarme contro il ritmo forsennato di Alcaraz.
Io mi aspetto due semifinali più tirate di quanto suggeriscano le quote, dove chi risponde meglio nei momenti di tensione si prende la domenica.

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