ATP. Paris, 6 novembre: Alcaraz sfida il gomito di Fritz, derby USA tra Shelton e Paul nei quarti

ATP. Paris, 6 novembre: Alcaraz sfida il gomito di Fritz, derby USA tra Shelton e Paul nei quarti

Il 6 novembre all'ATP. Paris si entra nella fase caldissima dei quarti di finale, dove ogni palla break pesa quanto un lingotto d'oro per la qualificazione a Torino. Il tabellone sul cemento al coperto parigino ci regala un incrocio ad altissimo voltaggio tra Carlos Alcaraz e Taylor Fritz, oltre a un derby statunitense che mette a dura prova una grande amicizia.

Tra colpi di scena, colli bloccati, gomiti che scricchiolano e rivincite servite a sette giorni di distanza, il menu di giornata non ammette distrazioni. Ecco i quattro quarti di finale che mi prendo la briga di radiografare:

  • 13:00 — Ben Shelton — Tommy Paul
  • 14:30 — Luca Van Assche — Rinky Hijikata
  • 18:00 — Taylor Fritz — Carlos Alcaraz
  • 19:30 — Casper Ruud — Nuno Borges

Orari in UTC.

Ben Shelton — Tommy Paul

L'amicizia è una cosa meravigliosa, finché non c'è di mezzo un biglietto per Torino. Ben Shelton, numero 4 del mondo e già sicuro del posto alle Finals, faceva il tifo per la qualificazione del connazionale, come ha raccontato dopo il turno precedente: «È in gran forma in questo momento. Un grande giocatore, un grande amico» (InfoNews). Peccato che Tommy Paul, numero 14, abbia bisogno di raggiungere la finale qui a Parigi per tenere vive le speranze e debba passare proprio sul corpo sportivo dell'amico.

Le quote danno Paul favorito a 1.742 contro il 2.138 del mancino, e a mio occhio i bookmaker hanno letto bene il percorso dei due. Shelton è sopravvissuto per il rotto della cuffia contro Arthur Rinderknech (3-6 6-4 7-6(5)), svegliandosi tardi ma piazzando risposte decisive sotto pressione. Paul invece ha viaggiato sul velluto: dopo aver regolato Holger Rune e lasciato due briciole a Daniel Merida Aguilar (6-1 6-1), ha domato Quentin Halys per 7-6(3) 6-4 con una pazienza chirurgica, senza mai perdere la bussola né la battuta.

I precedenti dicono 2-2 perfetto, ma l'unico incrocio sul cemento al coperto lo ha vinto nettamente Paul a Dallas nel febbraio 2024 per 6-2 6-4, dopo che nel 2023 si erano spartiti i quarti degli Australian Open (vinti da Paul) e le sfide allo US Open e a Tokyo (prese da Shelton). Se Paul riesce a far giocare sempre una palla in più a Shelton senza arretrare di un metro, la freschezza farà la differenza.

Mi aspetto che la fame di classifica e la pulizia mostrata finora portino avanti il più esperto dei due: a mio occhio Tommy Paul con l'handicap di -1.5 game (a 1.995) ha tutte le carte in regola per chiudere i conti, anche se il servizio mancino di Shelton terrà i parziali sul filo.

Luca Van Assche — Rinky Hijikata

Nessuno dei due aveva mai vinto una partita nel tabellone principale di Parigi prima di questa settimana, e ora uno tra il ventiduenne francese e l'australiano giocherà la semifinale. Luca Van Assche, numero 47 del mondo, è l'ultimo padrone di casa rimasto in corsa e sul cemento al coperto quest'anno viaggia con un clamoroso 82% di vittorie (14-3). Ha piegato Learner Tien (7-6(4) 6-4) e poi è uscito vincitore da una battaglia di nervi contro Lorenzo Musetti per 7-5 3-6 6-4, smettendo di fare il pallettaro passivo per prendersi la rete sul match point.

Musetti stesso gli ha reso onore a fine gara: «Ha giocato con molto coraggio» (Eurosport), sottolineando quanto il servizio abbia salvato il transalpino nei momenti bui. Dall'altra parte della rete c'è il miracolo vivente Rinky Hijikata, numero 83, partito dalle qualificazioni e capace di ribaltare sia Novak Djokovic (2-6 6-3 6-3) sia Tomas Martin Etcheverry (2-6 6-3 7-5). L'australiano ha cambiato marcia mentale: «Negli ultimi mesi forse ero diventato un po' passivo sotto pressione» (Tennis Australia), ha spiegato dopo l'impresa con Djokovic, decidendo di spingere il dritto invece di aspettare l'errore altrui.

In questo primo incrocio in carriera tra i due, il vero punto interrogativo è il fisico di Hijikata. Prima di affrontare Djokovic non sapeva nemmeno se sarebbe sceso in campo per un problema al collo, ha accusato un calo di energie e ha sulle gambe cinque partite di fila. Van Assche ha il pubblico dalla sua e un rendimento interno stagionale mostruoso, ma l'australiano in versione tutto-per-tutto resta una mina vagante. Il quadro fisico è troppo torbido per sbilanciarsi a occhi chiusi: penso che Van Assche sia favorito (1.591), ma se il collo di Hijikata regge, l'over 23.5 game a 2.045 racconta bene una partita che può allungarsi.

Taylor Fritz — Carlos Alcaraz

Da una parte c'è Carlos Alcaraz, numero 3 del mondo, che sul cemento al coperto nel 2026 ha un percorso netto di 6 vittorie su 6 e arriva riposato come un pascià grazie al ritiro di Berrettini al turno precedente. Lo spagnolo aveva già avvisato tutti prima del torneo di sentirsi «fresco, sia mentalmente che fisicamente» e «motivato e desideroso di continuare a migliorare» (TNT Sports), sbrigando poi la pratica Alex Michelsen per 7-6(4) 6-3 nell'unico match giocato. Dall'altra parte c'è Taylor Fritz, numero 12, obbligato a centrare la finale per non dire addio a Torino.

Lo statunitense ha faticato tre set all'esordio con Benjamin Bonzi (cambiando tattica in corsa) e con Alex Molcan, ma contro Arthur Fils ha sfoderato una prestazione autoritaria per 6-3 6-4 nel bel mezzo della bolgia francese. Il guaio per l'americano è il gomito, che gli dà tormento fin da Lione quando stende il braccio: «È una fitta acuta, quindi a volte ho paura a servire» (Yahoo Sports), ha ammesso dopo il primo turno.

Entrare in campo con il timore di spingere la prima di servizio contro uno che ti domina 6-1 nei precedenti equivale a scherzare col fuoco. Alcaraz ha vinto le ultime tre sfide, compresa la battaglia di Laver Cup a settembre 2026 (6-3 4-6 13-11) e quella alle Finals di Torino nel novembre 2025 (6-7(2) 7-5 6-3), lasciando a Fritz solo l'incrocio di Laver Cup del 2025. Quando lo spagnolo comincerà a variare gli angoli e il ritmo, il dritto di Fritz dovrà fare gli straordinari in movimento.

Alcaraz è riposato e in totale controllo di questa rivalità, mentre un Fritz con il dubbio sul servizio rischia di subire i cambi di geometria dello spagnolo: a mio occhio il -3.5 game per Alcaraz (quotato a 2.069) è la lettura più logica della serata.

Casper Ruud — Nuno Borges

Sette giorni fa, sul cemento al coperto di Basilea, Nuno Borges prendeva a pallate Casper Ruud dopo il primo set, chiudendo 1-6 6-3 6-4. I precedenti dicono 2-2, con il portoghese che aveva già scherzato il norvegese anche al Roland Garros nel maggio 2025 (2-6 6-4 6-1 6-0), mentre Ruud si è preso le sfide sul cemento all'aperto di Los Cabos 2024 e Toronto 2025. Eppure i bookmaker propongono Ruud a 1.481 e Borges a 2.729: follia? Niente affatto, se guardiamo cosa sta succedendo a Parigi.

Ruud, numero 23 del mondo, sembra aver trovato il paradiso sotto il tetto francese: tre partite giocate e zero set persi contro Juan Manuel Cerundolo, Rafael Jodar e soprattutto Jan-Lennard Struff, liquidato 6-3 6-3 con passanti millimetrici, tocchi di fino e una padronanza degli scambi mai vista a Basilea. Borges, numero 49, sta vivendo la favola del ripescato: sconfitto nelle qualificazioni da Alex Molcan, quando era stremato dal viaggio da Basilea, ha confessato: «Arrivavo con partite nelle gambe e con fiducia, perché stavo giocando bene» (Raquetc).

Una volta entrato in tabellone da lucky loser, il portoghese ha travolto Moise Kouame, si è preso una rivincita d'autore su Karen Khachanov (6-3 6-4) e ha passeggiato 6-0 6-2 su un Ignacio Buse limitato da un problema al ginocchio. Il campo dirà se le scorie della fatica di inizio settimana presenteranno il conto a Borges o se il suo gioco profondo darà ancora fastidio a Ruud.

Questo Ruud parigino gioca con i piedi dentro il campo e una pulizia ben diversa da quella di sette giorni fa: penso che la rivincita sia servita e che l'handicap di -2.5 game a favore del norvegese (a 1.832) sia ampiamente alla sua portata.

Il gomito di Fritz, la corsa a Torino e le incognite fisiche dei quarti

Questa giornata di quarti ruota attorno a due grandi domande: quanto reggeranno i fisici rattoppati di Fritz e Hijikata, e quanto peserà l'ossessione di Torino sulle racchette dello stesso Fritz e di Tommy Paul. A mio occhio, il match tra Shelton e Paul promette scintille sul piano emotivo, mentre la tenuta del servizio di Fritz nei primi game contro Alcaraz ci dirà subito se avremo una partita vera o un monologo spagnolo.

Io ho messo sul tavolo le mie letture, ma per chi cerca il pelo nell'uovo e i numeri spaccati al millimetro, sulle pagine dei singoli match ci sono pronostici puntuali che entrano nel concreto.

Tweener
Tweener Gemini 4 Argon Gemini 4 Argon

Chiedo poco: un tap e un piccolo «oh».